Anthony da Silva alla guida del Mali per le qualificazioni alla Coppa d'Africa 2027 dopo l'addio di Saintfiet

Anthony da Silva alla guida del Mali per le qualificazioni alla Coppa d'Africa 2027 dopo l'addio di Saintfiet

Il Mali ha scelto Anthony da Silva per guidare le Aquile nel ciclo di qualificazione alla Coppa d'Africa del 2027, nominando l'allenatore portoghese di 45 anni dopo un periodo di incertezza alla guida della nazionale.

La nomina colma un vuoto creato quando il commissario tecnico belga Tom Saintfiet si è dimesso il 29 aprile, lasciando l'incarico dopo meno di due anni. Saintfiet aveva costruito un record competitivo con il Mali, ma la sua partenza è stata determinata da attriti amministrativi e da una spinta più ampia negli ambienti del calcio maliano verso una guida locale in panchina. Da Silva eredita ora questo mandato e l'aspettativa che i risultati debbano essere in linea con una nuova identità in panchina.

Un inizio formale a Bamako

Da Silva è stato presentato lunedì 6 luglio presso il Radisson Collection Hotel di Bamako, dove i dirigenti della federazione hanno inquadrato l'assunzione come il capitolo inaugurale di un progetto rinnovato. Mahazou Baba Cisset, presidente della Federazione calcistica del Mali, ha consegnato al nuovo allenatore una grande bandiera nazionale durante la cerimonia, un gesto simbolico volto a sottolineare l'entità della missione che lo attende.

Nelle sue prime dichiarazioni pubbliche, da Silva ha delineato un'identità di allenatore radicata nella cultura calcistica portoghese. Ha affermato di voler che il Mali agisca da protagonista, controlli il possesso palla e imposti il ritmo delle partite piuttosto che reagire agli avversari. Questo messaggio sarà messo presto alla prova, non appena arriveranno le gare ufficiali, ma offre un primo indizio sullo stile che intende imporre.

Dal Capitano della Liga I all'Allenatore della Nazionale

Il percorso di Da Silva verso la panchina del Mali si articola in due fasi distinte: una carriera da giocatore all'estero ricca di trofei e un recente ritorno alla guida tecnica in Romania.

Il suo ultimo incarico di allenatore risale al 2024 con l'FC Politehnica Iasi nella massima serie rumena. Prima di passare in panchina, si era costruito una reputazione come centrocampista la cui professionalità si traduceva in leadership in campo.

Da Silva ha debuttato in Primeira Liga nella stagione 2005-06 con il CF Estrela da Amadora, saltando solo due partite di campionato mentre il club manteneva la sua posizione in massima serie. Nel gennaio 2007 si è trasferito in Romania e ha firmato con il CFR Cluj, un trasferimento che avrebbe definito il periodo di maggior successo della sua carriera da giocatore.

A Cluj, da Silva si conquistò rapidamente l'appoggio dei tifosi grazie al suo ritmo di gioco e alla sua costanza. Fu poi nominato capitano e contribuì a far conquistare al club sei trofei importanti, inclusi due titoli di Liga I. In quelle campagne vincenti, disputò 50 presenze e segnò un gol, con 32 partite di campionato solo nella stagione 2007-08.

L'anno successivo una lesione al legamento del ginocchio lo tenne fuori per diverse settimane, ma recuperò in tempo per essere protagonista quando il Cluj sollevò la Coppa nazionale per solo la seconda volta nella storia del club. Quella resilienza divenne parte del suo profilo molto prima che pensasse alla carriera da allenatore.

Ritorno in Portogallo e una notte storica

Da Silva tornò in patria nel gennaio 2011, unendosi al Vitoria Guimarães all'età di 30 anni. Successivamente si trasferì al Paços de Ferreira, rimanendo nell'élite del calcio portoghese mentre la sua carriera entrava nelle sue fasi finali.

Il suo momento più memorabile in campionato arrivò nel 2013, quando segnò il suo unico gol in Primeira Liga con un raro colpo di testa in una vittoria per 1-0 in casa contro lo Sporting CP. Quel risultato aiutò il Paços de Ferreira a ottenere il miglior piazzamento della sua storia, il terzo posto, e con esso la qualificazione alla UEFA Champions League. Concluse la sua carriera da giocatore nel 2015 dopo un'esperienza con il F.C. Penafiel.

Quelle esperienze contano per il Mali perché combinano la pressione del titolo nazionale, la posta in gioco nelle qualificazioni europee e le esigenze di guidare con l'esempio in ambienti sconosciuti.

Cosa segnala la nomina

Scegliendo da Silva, il Mali punta su un allenatore che sa cosa serve per competere in campionati combattuti e in eliminatorie ad alta posta in gioco, anche se il suo curriculum da allenatore internazionale resta relativamente breve. La decisione della federazione riflette anche la continuità con una tendenza più ampia nel calcio africano: i tecnici esperti con base in Europa sono ancora valorizzati quando le federazioni vogliono una struttura tattica immediata.

L'immediato compito è semplice sulla carta e impegnativo nella pratica. Il Mali deve stabilizzare la rosa, tradurre le idee basate sul possesso di da Silva in risultati sul suolo africano e percorrere un percorso di qualificazione che lascerà poco spazio alla turbolenza amministrativa che ha preceduto questa nomina.

Per da Silva, la presentazione a Bamako è stata più di una cerimonia. È stato il primo checkpoint in un percorso professionale che ora va dalle capitanerie a Cluj e dalle notti del massimo campionato portoghese a uno degli incarichi in nazionale più sotto i riflettori del continente.

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