Manchester City, ufficiale: Guardiola lascia la panchina, Maresca gli subentra

Manchester City, ufficiale: Guardiola lascia la panchina, Maresca gli subentra

L'annuncio ufficiale scuote la Premier League

Lunedì sera, dopo che il noto giornalista David Ornstein ha anticipato la notizia, il Manchester City ha confermato ufficialmente: Guardiola lascerà la panchina alla fine di questa stagione estiva, chiudendo un decennio da allenatore. Nonostante il contratto con il club fosse formalmente valido fino a giugno 2027, le due parti hanno raggiunto un accordo per la separazione a fine stagione. Allo scoppio della notizia, il dibattito sui social è passato rapidamente dal «se se ne andrà» al «chi lo sostituirà e dove andrà Guardiola» — la risposta del club, tuttavia, è stata più articolata di un semplice cambio in panchina.

Maresca subentra, Guardiola resta nel gruppo

Il Manchester City ha precisato che i successi ottenuti da Guardiola dalla nomina del 2016 saranno ricordati a lungo; è stata individuata anche la successione: il suo ex collaboratore Enzo Maresca ha raggiunto un accordo con il club e guiderà la prima squadra nella prossima stagione. Ciò significa che all'Etihad Stadium si profila un passaggio di consegne completo sul piano tattico e dell'organico, mentre Guardiola non si è allontanato del tutto dall'ecosistema del City.

Secondo quanto comunicato dal club, Guardiola passerà al ruolo di ambasciatore globale del City Football Group (CFG). Le nuove mansioni includono consulenza tecnica per le squadre del gruppo e il coinvolgimento in progetti e collaborazioni mirate. Oltre al Manchester City, il CFG controlla o è collegato a Girona, Troyes, Palermo, New York City, Melbourne City e Yokohama F. Marinos. L'intesa ricorda da vicino il passaggio di Klopp, a gennaio 2025, alla guida globale del calcio del Red Bull: un grande tecnico che lascia la panchina di club, ma resta nell'orizzonte del gioco a un livello più elevato.

L'addio commosso di Guardiola: non c'è un motivo, è solo giunto il momento

In un'intervista ufficiale del club, Guardiola ha assunto un tono insolitamente emotivo. Ha ricordato che, dopo il suo arrivo al Manchester City nel 2016, la prima intervista fu con Noel Gallagher: «Pensavo: Noel è qui? Sarà interessante». In dieci anni, dalla corsa al titolo in Premier League al trionfo in Champions League, da Istanbul a Bournemouth, ha citato i tifosi che seguono ancora la squadra in trasferta anche dopo le sconfitte, e anche come, dopo l'attentato all'Arena di Manchester nel 2017, la città abbia risposto al mondo con unità e forza della comunità.

Guardiola ha detto: «Non chiedetemi il motivo della mia partenza: non c'è un motivo, ma nel profondo so che è il momento giusto. Nothing is eternal (nulla è eterno); se fosse eterno, resterei qui per sempre. Eterni sono i sentimenti, le persone di qui, i ricordi e il mio affetto per il Manchester City». Ha descritto Manchester come una città costruita con il lavoro: il colore dei mattoni, le fabbriche, i sindacati, la musica e la rivoluzione industriale hanno plasmato il modo in cui lui e la squadra capiscono il «duro lavoro».

Fine stagione e contesto del passaggio di consegne

Sul piano sportivo, Guardiola ha guidato la squadra fino alla fine di questa stagione in Premier League. Secondo i dati del calendario interno, il Manchester City ha alternato alti e bassi nella fase conclusiva della stagione 2025: dopo l'1-0 in trasferta alla 34ª giornata, pareggio per 3-3 alla 35ª; due vittorie per 3-0 alla 36ª e alla 31ª; 1-1 alla 37ª; sconfitta per 1-2 all'ultima giornata in casa. L'Etihad Stadium ha una capienza di 55.097 posti: in dieci anni ha visto sei titoli di Premier League e la conquista della Champions League nel 2023; per la prima volta nel nuovo decennio, sulla panchina ci sarà un allenatore che non si chiama Guardiola.

Per i tifosi, l'interesse non nasce solo dal cambio in panchina, ma anche da come un allenatore leggendario possa lasciare con dignità. Guardiola non se ne va per infortuni o per un crollo di risultati; il club sottolinea inoltre che continuerà a servire il gruppo come ambasciatore — il che riduce lo spazio narrativo di un addio «in clima di rottura», ma sposta i riflettori su Maresca: riuscirà a preservare il DNA del possesso palla e al tempo stesso a correggere i problemi di stabilità emersi a fine stagione.

Cosa seguire

Nel breve periodo vanno monitorati da vicino tre aspetti: i ritocchi tattici di Maresca e i suoi poteri sul mercato, il coinvolgimento effettivo di Guardiola nei progetti tecnici delle squadre del CFG, e se la finestra per il titolo in Premier League del Manchester City si sia ristretta dopo la perdita del pilota che ha guidato il club per un decennio. Guardiola ha messo le cose in chiaro: l’addio non è la fine, i ricordi resteranno; per il Manchester City, un’era all’Etihad volge al termine e una nuova fase definita dall’architettura del gruppo è già partita.