Dall'andamento complessivo della fase a gironi della Coppa del Mondo, l'inizio della Germania è stato quasi impeccabile: la squadra è scesa in campo con nove vittorie consecutive alle spalle, ha travolto il Curaçao per 7-1 nella partita inaugurale e ha poi battuto la Costa d'Avorio nei tempi di recupero, assicurandosi in anticipo la prima posizione del Girone E. Tuttavia, la sconfitta per 1-2 nell'ultima giornata contro l'Ecuador non ha solo interrotto la striscia di 12 vittorie consecutive, ma ha anche spostato in anticipo la pressione dello scrutinio esterno sulla soglia degli eliminatori, nonostante la qualificazione fosse già assicurata e la classifica non subisse un impatto reale: per una squadra che ha come unico obiettivo vincere il titolo, questo divario tra «risultato indenne, percezione compromessa» è spesso più difficile da gestire di una semplice sconfitta.
Il gioco della fiducia dopo la qualificazione
Nagelsmann, da quando nel settembre 2023 ha assunto l'incarico di commissario tecnico della Germania, guida per la prima volta la squadra in un Mondiale. In conferenza stampa pre-partita ha chiarito: «Si tratta solo della squadra e del successo, bisogna portare in campo la buona atmosfera dello spogliatoio. Oltre ad aiutare la squadra e preparare la partita, non credo di dover dimostrare nulla a nessuno.» Ha poi aggiunto: «Non credo di avere la responsabilità di dimostrare nulla a nessuno.»
Ma l'opinione pubblica in Germania non è così indulgente. L'ombra delle eliminazioni al primo turno nel 2018 e nel 2022 è ancora presente, e la sconfitta nell'ultima giornata, pur non incidendo sulla classifica del girone, ha riportato l'«obiettivo di vincere il titolo» a essere il metro di valutazione dell'allenatore e della rosa: Nagelsmann aveva sottolineato più volte prima del torneo che l'unico obiettivo di questa edizione era alzare al cielo il trofeo. Come alternare l'aspettativa del pubblico tra la narrativa del «già qualificati» e quella del «bisogna vincere il titolo» è proprio la sfida operativa centrale che questo giovane tecnico deve affrontare.
La logica delle scelte di formazione suscita accese discussioni
Sul piano tattico, Nagelsmann ha tenuto il capocannoniere Dennis Undav in panchina in tutte e tre le partite del girone. L'attaccante ha segnato tre volte e fornito due assist in questo torneo, tutti da panchina; i dati sono brillanti ma non riesce a ottenere il posto da titolare, diventando il fulcro delle discussioni nei media tedeschi. Anche Jamal Musiala e Florian Wirtz, per il loro stato di forma altalenante, sono al centro di continui interrogativi su «se cambiare modulo», ma l'allenatore sembra ancora fedele al proprio schema di formazione. Questa strategia di gestione dell'organico ha suscitato non poche polemiche in patria.
Sotto il profilo della gestione della competizione, una formazione titolare fissa significa che meno informazioni tattiche vengono esposte all'esterno, ma implica anche che l'allenatore deve sopportare il costo mediatico di «insufficienti aggiustamenti in partita». Quando i giocatori entrati dalla panchina continuano a offrire prestazioni efficienti, mentre alcuni titolari non hanno ancora trovato il ritmo migliore, come bilanciare stabilità e flessibilità tattica inciderà direttamente sulla fiducia nello spogliatoio nelle fasi a eliminazione diretta.
I sfidanti di terza fascia nel format a 48 squadre
Paraguay si è qualificato come una delle otto migliori terze classificate dei gironi, occupando la 40ª posizione del ranking FIFA, nettamente in svantaggio: la Germania è al 10º posto. Nagelsmann non ha sottovalutato l'avversario: «Sono una squadra molto scomoda, che ci imporrà richieste molto elevate.»
Sotto il profilo del calendario e dell'organizzazione del torneo, con l'espansione a 48 squadre, il percorso di qualificazione delle terze classificate è più vario, e le grandi tradizioni devono affrontare più incognite già nel primo turno a eliminazione diretta. Il Paraguay ha adottato un modulo 5-3-2 nel girone, con sette tiri e il 44% di possesso palla; una struttura difensiva compatta, che potrebbe confermare anche in questa partita un atteggiamento di resistenza in posizione bassa. Per la Germania, non si tratta solo degli ottavi di finale, ma anche del primo ostacolo per ripristinare la fiducia esterna dopo la sconfitta nell'ultima giornata del girone.
Gestione delle aspettative negli ottavi di lunedì
Nagelsmann ammette che, quando si parla della Germania, «non si può evitare di parlare della vittoria». Spiega chiaramente che in Germania la nazionale deve «vincere sempre» e che il modo per gestire le aspettative passa dalla fiducia e da un piano tattico chiaro: «Dare ai giocatori un piano che li faccia sentire a proprio agio in campo e permetta loro di fare le cose giuste. Vincere significa che tutto è perfetto, perdere che tutto è terribile — quindi dobbiamo vincere la partita di domani.»
Per il Paraguay, è l’occasione di dimostrare su un palcoscenico più grande il valore competitivo del formato a 48 squadre; per la Germania, si tratta invece di una sfida cruciale per passare dalla fase a gironi al formato delle eliminatorie sotto l’alta pressione delle aspettative. Al di là del risultato, se la squadra riuscirà a ritrovare quel dominio in campo e quel controllo mediatico del periodo delle nove vittorie consecutive deciderà fin dove potrà arrivare nel percorso verso il Mondiale.