La guida ai Mondiali 2026 degli Oranje torna al centro del dibattito tra i tifosi: la squadra arancione non ha mai alzato la Coppa del Mondo, ma ha raggiunto tre finali e un terzo posto, ed è da tempo considerata una big nel calcio internazionale. I dati del sito indicano che l’Olanda è attualmente settima nel ranking FIFA, con 1757,87 punti, invariata rispetto alla precedente rilevazione; nello stesso girone Spagna e Argentina occupano rispettivamente il secondo e il terzo posto, il che significa che, per andare più lontano, i Paesi Bassi dovranno mostrare in eliminazione diretta una solidità superiore a quella vista in fase a gironi.
Tre finali perse, l’etichetta di “grande senza corona”
L’Olanda ha disputato finora 11 Mondiali, con un percorso chiaro: sconfitte nelle finali del 1974, del 1978 e del 2010; terzo posto in Brasile 2014; quarti di finale nel 1994 e nel 2022. Per il tifoso medio, questi numeri valgono più di qualsiasi slogan e spiegano la memoria collettiva di un’Olanda forte ma che «manca sempre l’ultimo passo»: non è una squadra che vince per caso, ma che ripetutamente inciampa nella partita decisiva.
Nel 1974, sotto Rinus Michels, l’Olanda portò il «calcio totale» sulla scena mondiale: scambi continui di ruolo e controllo a centrocampo; in finale contro la Germania Ovest perse 2-1. Quattro anni dopo tornò in finale, contro l’Argentina padrona di casa, e dopo i tempi regolamentari e i supplementari fu sconfitta 3-1: due finali consecutive perse consolidarono l’immagine di grande senza titolo mondiale.
La generazione d’oro del 2010 e la redenzione di Van Gaal nel 2014
Al Mondiale in Sudafrica del 2010, Bert van Marwijk guidò una delle edizioni più dominanti degli ultimi anni: Wesley Sneijder, Arjen Robben, Robin van Persie e Mark van Bommel ne formarono l’asse, ma in finale contro la Spagna, pur giocando in modo più aggressivo, perse 1-0. Quattro anni dopo, in Brasile, Louis van Gaal portò la squadra al terzo posto, il risultato più vicino alla «risposta da campione» nel XXI secolo — e al tempo stesso sottolineò il peso del rimpianto per quella del 2010.
Gironi 2026: imbattuti, ma pochi gol
Tornando al presente, i Paesi Bassi guidati da Ronald Koeman stanno disputando i Mondiali 2026. I dati recenti delle partite mostrano: al secondo turno i Paesi Bassi hanno pareggiato 0-0 con la Svezia, e al terzo turno di nuovo 0-0 con la Tunisia; nello stesso periodo la Spagna ha pareggiato 0-0 con Arabia Saudita e l’Uruguay, mentre l’Argentina ha pareggiato 0-0 con l’Austria e la Giordania. Le tre grandi tradizioni hanno tutte consegnato in fase a gironi un rendimento “difensivamente solido ma offensivamente insufficiente”. Per i Paesi Bassi, il settimo posto nel ranking non si è ancora tradotto in efficacia realizzativa: questo è il vero problema da risolvere prima degli spareggi.
Dal profilo tattico, i Paesi Bassi mantengono la tradizione tecnica: controllo a centrocampo, progressione sulle fasce e movimenti di scambio sono nel DNA, ma agli spareggi dei Mondiali conta solo il risultato. Koeman deve risolvere due questioni in una finestra limitata: trasformare il dominio del possesso in tiri in porta e gol, ed evitare un’altra delusione sulle soglie della finale come nel 1974, 1978 e 2010. Rispetto alla Spagna e all’Argentina, con un punteggio FIFA più alto e un andamento più solido nel girone, il percorso verso la qualificazione dei Paesi Bassi non sarà facile.
Punti chiave da seguire
Se segui i Paesi Bassi ai Mondiali 2026, conviene tenere d’occhio tre aspetti: se le rotazioni in partita di Koeman riusciranno a sbloccare l’attacco; se la solidità a centrocampo reggerà sotto pressione negli scontri di alto livello; e se la squadra riuscirà a trasformare il peso psicologico delle “tre sconfitte in finale” in maggiore freddezza nelle partite decisive. La storia del calcio olandese non ha mai mancato di talento e bellezza di gioco: manca il sigillo di campione nell’ultima partita — questa volta la Nazionale arancione ha ancora l’opportunità di riscrivere la narrazione, a patto di trasformare l’imbattibilità del girone in gol e vittorie nella fase a eliminazione diretta.