Mondiale 2026: Belgio-Egitto 1-1 nel debutto del Gruppo G

Mondiale 2026: Belgio-Egitto 1-1 nel debutto del Gruppo G

La partita inaugurale del Gruppo G della Coppa del Mondo FIFA 2026 si è disputata al Lumen Field di Seattle: Belgio ed Egitto hanno concluso sul 1-1, davanti a 66.775 spettatori che hanno assistito a un incontro equilibrato. Le due squadre occupano attualmente rispettivamente il 9° e il 29° posto nella classifica FIFA — quest'ultima in salita di due posizioni rispetto alla precedente edizione — e sulla carta c'è un divario di forza, ma dopo 90 minuti di gioco, il risultato e l'andamento della partita dimostrano che il Gruppo G non mancherà di sorprese fin dall'esordio.

Andamento del punteggio: l'Egitto parte forte, il Belgio pareggia grazie a una sostituzione

Nel primo tempo l'Egitto è stato più aggressivo. Al 18', Imam Ashour, assistito da Salah, ha segnato con un tiro rasoterra di destro da fuori area: il suo primo gol in Nazionale, che ha portato i Faraoni al riposo in vantaggio per 1-0. I dati del primo tempo mostrano che il Belgio ha avuto il 58% di possesso palla, 49 ingressi nella terza zona offensiva e un expected goals di 0,47, nettamente superiore allo 0,16 dell'Egitto, ma i tiri in porta sono stati 0 contro 3 — il possesso non si è tradotto in pericoli concreti, proprio il problema sottolineato da Garcia dopo la partita: «Avremmo potuto giocare meglio nel primo tempo».

Nel secondo tempo, il Belgio ha intensificato gli attacchi tra le linee. Al 66', Lukaku, entrato dalla panchina, ha pressato in avanzata; il difensore egiziano Mohamed Hany ha segnato un autogol mentre cercava di respingere un cross, pareggiando il punteggio all'1-1. Garcia ha ammesso che gli avversari, vedendo Lukaku entrare in campo, «provano timore», ma la scorsa stagione il centravanti non ha avuto continuità al Napoli e al momento non ha ancora la forma fisica e il ritmo di gioco necessari per essere titolare.

Dati a confronto: possesso, expected goals e dettagli in equilibrio

Le statistiche tecniche dell'intera partita dipingono una battaglia di logoramento in cui «nessuna delle due squadre ha veramente controllato la gara». Il Belgio ha totalizzato 15 tiri, il 54% di possesso palla, 452 passaggi con l'86% di precisione, 30 tocchi in area di rigore e 1,32 xG; l'Egitto 14 tiri, il 46% di possesso, 397 passaggi con l'81% di precisione, superiorità sui calci d'angolo per 7-2 e 1,07 xG. Entrambe le squadre hanno messo 3 tiri in porta, ciascuna ha creato 2 occasioni da gol nette sprecandone altrettante: con un divario di contenuto, il pareggio è una conclusione equa.

Il regista centrale Tielemans ha giocato tutti i 90 minuti, completando 36 passaggi su 43, con 15 passaggi riusciti nell'ultimo terzo, 0,47 xA e 1 occasione da gol netta creata: è stato il metronomo chiave dell'accelerazione belga nel secondo tempo. Il portiere Courtois ha effettuato 2 parate; dall'altra parte, Mostafa Shubair ne ha contate 3, respingendo la rimonta belga. Nel primo tempo Marwan Attia e Ahmed Fathouh, insieme al terzino belga Timothy Castagne, hanno visto un cartellino giallo ciascuno: l'intensità è stata al massimo fin dal calcio d'inizio.

Ashour: un finalizzatore tra le linee

Ashour ha giocato 71 minuti, 2 tiri di cui 1 in porta trasformato in gol, xG 0,21. Ha completato 19 passaggi su 28, progressione in conduzione per 144,6 metri, con 2 progressioni significative, 7 duelli vinti su 12. Tra centrocampo e attacco, ha dettato le sorti dell'Egitto con un tiro dalla distanza con il destro; il voto a fine partita riflette il carico di lavoro sia in fase difensiva che offensiva: non un lampo casuale, ma il risultato di un ruolo tattico eseguito alla perfezione.

Infortuni e calendario: Doku fuori, il Belgio non ha più margine di errore

Al minuto 86, García sostituisce Doku con Fernández-Pardo. L'allenatore spiega che Doku aveva problemi respiratori: «La situazione sta migliorando, ma è dovuto uscire per preservare le energie per la partita successiva». Un ulteriore banco di prova per un reparto belga che partiva già privo della versione titolare con Lukaku.

Dopo il pareggio, le sorti del Gruppo G diventano subito più chiare: il Belgio affronterà l'Iran domenica e García ha detto chiaramente che «non c'è scelta, dobbiamo vincere», con l'obiettivo di qualificarsi agli eliminatori per la prima volta dal 2018. Per l'Egitto, strappare un punto alla nona squadra del mondo ha gettato le basi psicologiche per le prossime gare contro l'Iran e il vincitore di Nuova Zelanda/Costa d'Avorio.

Dal punto di vista tattico, il problema del Belgio non è il possesso palla ma la precisione dell'ultimo passaggio e del tiro finale; l'Egitto ha dimostrato che comprimere gli spazi, sfruttare le transizioni e i calci piazzati può bastare a far pagare il conto alle big. Sta per scattare la seconda giornata del Gruppo G e nessuna delle due squadre può permettersi errori — soprattutto il Belgio, che non può più permettersi di perdere.