Svizzera ha battuto la Giordania per 4-1 al Kybunpark di San Gallo, chiudendo in maniera netta la preparazione al Mondiale 2026 con un'amichevole internazionale. La squadra di casa ha trasformato due rigori nel primo tempo con Embolo e Xhaka, Ndoye ha aggiunto un'altra rete; dopo l'intervallo la Giordania ha accorciato le distanze con Fakhouri, prima che Fassnacht mettesse al sicuro il risultato al 79'. Secondo l'ultimo ranking FIFA, la Svizzera è 19ª e la Giordania 63ª: il divario di livello si è visto chiaramente nel possesso palla e nella conversione delle occasioni.
Notte a San Gallo: organizzazione e ritmo prima del punteggio
Non si trattava di una partita di Mondiale, eppure la sfida ha messo in evidenza tre rischi tipici delle amichevoli intorno ai grandi eventi: la coerenza delle decisioni del VAR, la continuità tattica legata alle rotazioni massive a fine primo tempo e la capacità delle squadre più deboli di concretizzare l'efficacia in contropiede. La Svizzera al Kybunpark non ha offerto spettacolo fine a sé stesso, ma una dominazione controllata: 74% di possesso nel primo tempo, 10 tiri contro 3, 388 passaggi contro 132, 4 calci d'angolo contro 0, 3-0 all'intervallo. Il ritmo della partita è stato nelle mani dei padroni di casa fin dall'inizio.
Primo tempo: due rigori e un contropiede a dettare i toni
Al 28', Freuler ha conquistato un rigore trasformato da Embolo; in precedenza il VAR aveva respinto un'altra richiesta di penalty, ma questa decisione è stata confermata. Cinque minuti dopo, Ndoye ha segnato su assist di Aebischer, con la ripartenza avviata da Mwogo e Akanji dalla retroguardia. Nei minuti di recupero, dopo un nuovo controllo del VAR, Xhaka ha trasformato con freddezza il terzo rigore al 45'+9. La Giordania ha sprecato due ottime occasioni nel primo tempo: le ripartenze erano pericolose ma mancava la conclusione, il limite più tipico delle squadre più deboli di fronte a un possesso palla aggressivo.
Dopo l'intervallo: la Giordania reagisce dopo le rotazioni
Durante l'intervallo, entrambi gli allenatori hanno effettuato ampi cambi. La Svizzera ha inserito Keller, Widmer, Rodriguez, Amdouni e Jashari; la Giordania ha schierato Fakhouri, Ibrahim Sadi, Selim Obeid e Anas Baddawi. Al 52' minuto, Fakhouri ha segnato su assist di Musa Al-Taamari, con la Giordania nettamente più vivace all'inizio del secondo tempo. Taamari, nei 60 minuti in campo, ha continuato a mettere pressione sulla difesa svizzera, combinando conduzione palla, provocazione di falli e inserimenti tra le linee. Da sottolineare che nel secondo tempo i tiri sulle due porte sono diventati 9-9, con la Giordania più incisiva sui calci piazzati, segno che dopo le sostituzioni la concentrazione difensiva dei padroni di casa è calata momentaneamente: proprio il rischio di un «calo dopo il vantaggio» che le amichevoli pre-mondiale devono mettere in luce.
La Svizzera riprende il controllo, Fasnacht chiude la partita
La Svizzera ha poi ritrovato equilibrio dominando il possesso. Al 79' minuto, Fasnacht ha segnato con il destro portando il punteggio a 4-1, spegnendo definitivamente la rimonta giordana. Nel finale Itten ha offerto un punto di riferimento in avanti, mentre Sow ha contribuito a riconquistare il controllo a centrocampo. La Giordania ha mantenuto la pressione con cross continui fino al fischio finale, senza però riuscire a segnare di nuovo.
L'ultimo test pre-mondiale: numeri e nodi da sciogliere
Dal punto di vista del risultato, la Svizzera ha chiuso l'amichevole con quattro gol di scarto: Embolo, Ndoye, Xhaka e Fasnacht hanno tutti trovato la rete, con un attacco che ha dimostrato ampiezza e varietà. Mvogo si è mostrato affidabile nella gestione del pallone, Aebischer ha continuato a creare pericolo con i cross, e nel complesso il gioco è stato concreto ed efficace, in linea con l'obiettivo pre-mondiale di «testare la formazione e mantenere la condizione». Per la Giordania, l'intesa tra Taamari e Fakhouri ha confermato che il contropiede resta pericoloso, ma di fronte al 74% di possesso e allo svantaggio di 10-3 nei tiri nel primo tempo, organizzazione difensiva e concretezza nelle occasioni restano i punti deboli.
Dal punto di vista dell’organizzazione della manifestazione e della sicurezza, entrambi i rigori di questa partita sono entrati in vigore dopo il controllo VAR; la penalità assegnata nei quasi dieci minuti di recupero ha messo alla prova il cronometraggio in campo e il coordinamento con la diretta tv: la procedura è stata portata a termine, ma una finestra di polemica resta oggettivamente aperta. I cambi massicci hanno invece testato la profondità della panchina: la Svizzera, dopo essere stata riavvicinata di un gol pur in vantaggio, ha saputo riconquistare il controllo del gioco e il vantaggio con un gol decisivo; la Giordania ha dimostrato che le squadre più deboli, se convertono le occasioni, sanno comunque trovare la via del gol contro le big.
Per la Svizzera, 19ª nel ranking FIFA con 1649,40 punti, questa goleada aiuta a rafforzare la fiducia in vista del Mondiale, ma il pareggio nei tiri totali nel secondo tempo e l’aumento del pericolo sui calci piazzati ricordano che la difesa non può abbassare la guardia prima del torneo. La Giordania sale al 63° posto in classifica e la sconfitta non le impedisce di continuare a perfezionare il sistema contropiede. Entrambe le squadre entreranno presto nel ritmo della fase finale mondiale: la Svizzera dovrà trasformare il possesso in porte inviolate più stabili e maggiore efficienza realizzativa, la Giordania dovrà dimostrare, sotto pressione più alta, che il gol di San Gallo non è stato un caso.