Colpo di scena: il Torreense trionfa in finale di Coppa del Portogallo

Colpo di scena: il Torreense trionfa in finale di Coppa del Portogallo

Nel reparto delle sorprese delle coppe nazionali europee della stagione 2025/26, la vittoria del Torreense sullo Sporting CP in finale di Coppa del Portogallo è considerata una delle più clamorose sorprese in finale degli ultimi anni.

La notte della finale: dal vantaggio al rigore decisivo

Lo Sporting CP, vicecampione della Primeira Liga e alla sua 32ª finale di Coppa del Portogallo, era ancora il grandissimo favorito contro il Torreense della Segunda Liga a Leiria. Il Torreense aveva disputato una buona stagione, ma era solo la seconda volta nella sua storia a raggiungere la finale di questa competizione: la precedente risaliva a settant’anni fa. Lungo il percorso verso la finale aveva battuto una sola squadra di Primeira Liga, il Casa Pia; rispetto a quello, ciò accaduto a Leiria quella notte sembrava più il culmine di un’intera catena di sorprese.

Entro cinque minuti dall’inizio, Kevin Zohi aveva segnato per la squadra sfavorita, e da un lato dello stadio esultanza e dall’altro stupore si alzavano insieme. Il Torreense mantenne il vantaggio per 86 minuti interi, mentre lo Sporting non riusciva a sbloccarsi: un ritmo che per i tifosi abituati a vedere la squadra di casa dominare allo Estádio José Alvalade (capacità 50.466) sembrava quasi come guardare una partita in un’altra città.

A meno di dieci minuti dal rientro dagli spogliatoi, Luis Suárez pareggiò e l’ordine sembrava tornare dalla parte del colosso della capitale. Tuttavia il Torreense portò la partita ai supplementari e al 109’ arrivò la svolta: Maximiliano Araujo fu espulso per aver impedito un’evidente opportunità da gol e il Torreense ottenne un rigore. Stojiljkovic trasformò dal dischetto, il Torreense resistette all’assedio successivo, diventando la prima squadra di seconda divisione a vincere la Coppa del Portogallo e conquistando il primo trofeo importante della sua storia.

Gli “imprevisti” lungo il percorso di coppa sono ormai la norma

La Coppa nazionale portoghese in questa stagione non è mancata di antipasti: il Rio Ave eliminato dal Sintrense di Terceira Divisão, l’Estrela da Amadora sconfitta dall’Alpendorada di Quarta Divisão, tutto per ricordare che il copione di questa competizione non segue mai la forza sulla carta. Dopo il trionfo, il Torreense ha ottenuto per la prima volta il diritto alle coppe europee e entrerà nella fase a gironi dell’Europa League con il nome “SCUT”, un caso non frequente per club di categorie inferiori.

Un altro conto a saldo nei play-off promozione-retrocessione

Oltre al trofeo, il Torreense era a un solo passo dalla Primeira Liga: ha perso nei playoff a doppio confronto contro il Casa Pia, che ha completato la rivincita e mantenuto la permanenza in massima serie. Anche i risultati recenti sul sito raccontano quella tensione: 0-0 il 21 maggio, 2-0 del Casa Pia in casa il 29 maggio; nella stessa fase anche lo Sporting e il Torreense si erano bloccati sullo 0-0. Per i tifosi del Torreense, il 2025/26 resterà comunque nella memoria: trionfo in coppa, biglietto per l’Europa League in tasca, mentre il sogno promozione si è interrotto nei playoff intorno all’Estádio Nacional (38.000 posti).

Dal punto di vista della comunità, il divario di dimensioni tra il Estádio Manuel Marques del Torreense (12.000 posti) e i grandi della capitale non si è ridotto nella notte della finale; al contrario, il silenzio e l’esplosione nei minuti dopo i rigori scriveranno la storia di una piccola città nella memoria nazionale. Il calendario europeo sarà la prossima sfida: come un campione di categoria inferiore regge il ritmo su due fronti merita di essere seguito con attenzione.

Giudizio tecnico: il valore di questa finale va oltre l’etichetta «colpo grosso»: con il gol in apertura, una lunga disciplina difensiva, il vantaggio del cartellino rosso ai supplementari e l’esecuzione ai rigori, il Torreense ha trascinato i favoriti nella guerra di logoramento in cui eccelle; lo Sporting ha dimostrato ancora una volta che l’aleatorietà di una finale di coppa non svanisce per il pedigree di un grande club.

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