La nazionale brasiliana vive una giornata agli antipodi in vista dell’ultima partita del girone ai Mondiali 2026: il numero 10 Neymar accelera il recupero dal problema al polpaccio destro e il ct Ancelotti ha già indicato un calendario per il rientro; d’altro canto, l’ala Raphinha è uscita anzitempo per un fastidio al bicipite femorale destro nella partita contro Haiti e resta in dubbio la sua disponibilità per lo scontro con la Scozia.
Ultima giornata da dentro o fuori: Brasile-Scozia a Miami
Il 25 giugno ora di Pechino (mercoledì 24 giugno in loco), il Brasile affronterà la Scozia a Miami nell’ultima giornata del girone. Dopo una vittoria e un pareggio nelle prime due gare, la Selecao deve ancora conquistare punti nell’ultima giornata per mantenere il controllo del proprio destino e accumulare slancio in vista della fase a eliminazione diretta. La netta vittoria per 3-0 contro Haiti ha mostrato un attacco più scorrevole, ma la profondità della rosa d’attacco resta minata dai dubbi legati agli infortuni.
Questo Mondiale è organizzato congiuntamente da Stati Uniti, Canada e Messico e, per la nazionale brasiliana non padrona di casa, calendario e trasferte pesano già di per sé. Il trasferimento a Miami per l’ultima giornata impone requisiti ancora più severi sul recupero fisico per via di temperatura e umidità — un fattore decisivo per capire se Neymar e Raphinha possano davvero essere pronti a incidere fin dal primo minuto.
Neymar: rientro in gruppo dopo l’allenamento individuale
Dal momento dell’arrivo negli Stati Uniti con la delegazione, Neymar non ha mai sceso in campo per il problema al polpaccio destro. Mentre la squadra volava a Philadelphia per affrontare Haiti, lui è rimasto in New Jersey per continuare la riabilitazione, tra l’hotel di concentramento e la struttura del New York Red Bulls, seguendo un percorso di recupero graduale e con carichi monitorati.
Dopo la vittoria contro Haiti, Ancelotti ha aggiornato le condizioni di Neymar: sabato completerà un allenamento individuale, lunedì tornerà agli allenamenti di gruppo e punta al rientro contro la Scozia. Se il programma filerà liscio, sarà l’esordio di Neymar in questo torneo — un innesto immediato per l’organizzazione offensiva del Brasile, la progressione palla al piede in avanti e la minaccia sui calci piazzati.
Dal punto di vista tattico, il ritorno di Neymar significa che centrocampo e mezzo spazio possono ricostruire il connubio tra «attirare la pressione con palla al piede + cambiare il gioco sul lato debole». La sua prima accelerazione, la protezione del pallone con svolta e l’ultimo passaggio restano tra le opzioni tecniche più affidabili per il Brasile quando deve smantellare difese compatte. Non va però sottovalutato che, dopo una serie di gare ad altissima intensità, il rischio di recidiva dei muscoli del polpaccio non è trascurabile: è più probabile che al debutto post-infortunio si punti a gestire i minuti e ritrovare gradualmente il ritmo di gara, piuttosto che affrontare subito una presenza da titolare per tutti i 90 minuti.
Raphinha: quarto allarme al femorale
In netto contrasto con i segnali positivi attorno a Neymar, la situazione di Raphinha appare nettamente più spinosa. Nel primo tempo contro Haiti, ha avvertito un fastidio al femorale destro durante l’azione che ha portato al secondo gol della squadra, ed è stato poi sostituito da Rayan. A fine partita lo staff medico ha programmato accertamenti strumentali per valutare l’entità del problema.
La cautela all’interno della rosa non è infondata: negli ultimi 12 mesi si tratta già del quarto infortunio legato al femorale registrato per Raphinha. Problemi ricorrenti alla stessa zona spesso indicano uno squilibrio strutturale tra gestione del carico, frequenza delle sciate e tempi di recupero — per un esterno che fa affidamento su ripetute sciate senza palla e tagli verso l’interno per tirare in porta, questo è quasi direttamente collegato alla possibilità di esprimere in modo stabile il proprio valore tattico.
Rayan è subentrato dalla panchina nella partita contro Haiti, offrendo un’alternativa veloce sulle fasce. Se Raphinha dovesse saltare la sfida con la Scozia, l’attacco brasiliano sulla destra dovrà probabilmente ricalibrare i ruoli tra «titolare fisso» e «jolly d’impatto», con aggiustamenti corrispondenti sull’avanzamento dell’esterno, sulla conquista del secondo pallone nei mezzi spazi e sulla velocità di transizione.
Prospettive di qualificazione e scelte di formazione
L’ultima giornata del girone non è mai solo una questione di conti in classifica, ma anche una finestra di sperimentazione prima degli eliminatori. Se il Brasile dovesse battere la Scozia a Miami, non solo potrebbe sciogliere il più possibile in anticipo ogni dubbio sul passaggio del turno, ma anche offrire a un giocatore chiave come Neymar, appena rientrato, un contesto di gara reale, invece di rimandare tutte le verifiche di forma agli ottavi di finale.
In attacco, Vinicius Jr. ha messo a segno gol e assist nella sfida contro Haiti ed è al momento l’arma più affidabile in fase di impatto; in caso di recupero di Neymar, la ripartizione del possesso e le distanze di pressing e rientro tra il trio (o la coppia centrale più un attaccante) saranno il focus delle prossime due o tre sessioni di allenamento di Ancelotti. In assenza di Raphinha, la profondità sulla fascia destra potrebbe gravare maggiormente sulle inserimenti degli esterni e dei centrocampisti, spostando l’attacco verso il congestionamento centrale e l’impostazione dal lato sinistro forte.
Dal punto di vista fisico e medico, lo staff medico brasiliano deve completare entro 48-72 ore le valutazioni radiologiche di Raphinha e la valutazione del rischio di rientro; nel contempo continuerà a monitorare la risposta muscolare di Neymar dopo gli allenamenti individuali. Due timeline procedono in parallelo — la sessione di gruppo di lunedì rappresenta il nodo comune: da un lato la questione «se entrare in lista», dall’altro «per quanto può giocare».
Opinione del sito: finestra di rientro e bilancio infortuni
Se Neymar scenderà in campo contro la Scozia, il valore andrà oltre gol e assist: riporterà l’attacco brasiliano sul binario di un sistema con «un fulcro di possesso»; la prima uscita dopo il rientro, però, va guidata dall’efficienza più che dalle statistiche: 20-30 minuti di tocchi di qualità valgono più del rischio di forzare i novanta minuti, nel rispetto degli interessi a lungo termine.
Il caso di Raphinha somiglia invece a un bilancio infortuni cumulativo: il quarto allarme ai muscoli posteriori della coscia segnala che, anche se riuscisse a essere disponibile per questo turno, l’intenso calendario a eliminazione diretta impone di pianificare in anticipo rotazioni e gestione del carico. Per Ancelotti, l’ultima giornata contro la Scozia non è solo la partita che vale la qualificazione, ma anche un’occasione per testare in ritmo Mondiale le decisioni mediche e la flessibilità della rosa: chi saprà presentarsi a Miami con «un corpo utilizzabile» avrà maggiori chance di conquistare un posto da titolare negli spareggi.