Pearce punta su Rice: può cambiare le sorti della partita da solo, ma al Mondiale servirà ancora più impatto

Pearce punta su Rice: può cambiare le sorti della partita da solo, ma al Mondiale servirà ancora più impatto

Con l'avvicinarsi della Coppa del Mondo 2026 in Nord America, l'ex campione inglese Stuart Pearce ha puntato i riflettori su Declan Rice, fulcro centrocampista dell'Arsenal — secondo lui, questo "Dec" ha già la forza concreta per "cambiare da solo l'esito della partita", ma indossando la maglia dei Tre Leoni resta ancora margine per fare un ulteriore salto.

Nell'era di Tuchel, perché l'ultimo passo si affida a Rice

Dal 1966, quando sollevò la Coppa Rimet, l'Inghilterra aspetta da ben 60 anni. All'ultimo Mondiale ha raggiunto le semifinali, e nelle ultime due edizioni dell'Europeo ha consecutivamente raggiunto la finale, ma al passo decisivo manca spesso l'ultimo tuffo — ecco la logica centrale per cui la FA, dopo l'addio di Gareth Southgate, ha scelto Thomas Tuchel come successore: con un approccio tattico più aggressivo, trasformare "arrivare spesso in finale" in "alzare davvero il trofeo".

Il Mondiale 2026 sarà co-organizzato da Stati Uniti, Canada e Messico, e i Tre Leoni vengono citati ripetutamente tra le favorite. La realtà però non è semplice: secondo il database del sito, l'Inghilterra occupa attualmente il 4º posto della classifica FIFA, con 1825,97 punti, invariata rispetto alla precedente edizione; e nelle recenti amichevoli e nelle qualificazioni sotto Tuchel, la squadra ha chiuso più volte a 0-0, un bilancio tutt'altro che entusiasmante. Pearce non se ne è però scoraggiato — a lui interessa soprattutto che questa Inghilterra abbia ormai un carattere diverso rispetto al calcio "tutto forza e grinta" della sua epoca da giocatore.

Dal calcio "uomo duro" a un'Inghilterra più intelligente

Pierce ricorda che la sua generazione dell’Inghilterra somigliava di più a un modello unico per tutti: il contatto fisico era la prima lingua, e se un compagno cadeva a terra dando l’impressione di essere «troppo debole», in spogliatoio qualcuno poteva persino urlarti di rialzarti in fretta. I Tre Leoni di oggi sono più «raffinati», più consapevoli delle regole del calcio internazionale; alcune «cadute a buon mercato» in Premier League scatenano anche i fischi dei tifosi — Pierce ammette che tutto questo lascia un sapore agrodolce, ma sottolinea anche che l’Inghilterra deve conservare tempo e intensità di pressing, assorbendo al contempo uno o due dettagli che possano davvero fare la differenza sul palcoscenico mondiale.

«Abbiamo già fatto molte cose nel modo giusto», ha detto Pierce. Per lui, prima che Tuchel guidasse la squadra verso il Nord America, le altalene di risultati non erano una sorpresa; la chiave è capire chi, sotto la pressione di un torneo, riesce a trasformare il proprio massimo potenziale individuale in vittoria collettiva nei 90 minuti.

Rice: dai dubbi al West Ham alle aspettative da Pallone d’oro

Se l’Inghilterra vuole davvero porre fine alla «maledizione dei 60 anni», Pierce mette Rice in cima alla lista dei giocatori da osservare — arriva persino a ritenere che questo centrocampista abbia il potenziale per puntare al Pallone d’oro del Mondiale. Pierce è diretto: i grandi giocatori possono essere gentili fuori dal campo, ma in campo devono avere una «determinazione d’acciaio»; ha visto di persona come reagisce Rice dopo un errore, «sempre molto positivo, mai prigioniero delle emozioni».

«Guardi la fisicità di Dec, la sua capacità di tenere palla, e ti viene spontaneo chiederti: può vincere una partita da solo?», ha detto Pierce. «Forse potrebbe fare ancora qualcosa in più — al West Ham ci avevo pensato anch’io, ma non sono molti i giocatori di cui posso dire una cosa del genere.»

Dal punto di vista del brand e dell’economia dei tifosi, il valore di Rice ha da tempo superato la lavagna tattica. Lo status di recordman d’acquisto dell’Arsenal e l’immagine di «punto fermo» del centrocampo nazionale lo tengono in costante crescita nelle sponsorizzazioni commerciali e nella narrazione sui social; il Mondiale è inoltre uno dei palcoscenici con la massima visibilità globale, e un centrocampista capace di collegare fase difensiva e offensiva, con un volto da leader, spesso diventa un ricordo nazionale più facilmente di un semplice fenomeno statistico. Le dichiarazioni pubbliche di leggende come Pierce servono in sostanza a dare in anticipo il tono alla narrazione inglese sul Mondiale: non si chiede se Rice ce la fa, ma se nelle partite più decisive riesce a passare dalla «stabilità» al «decisivo».

Cosa serve ancora all'Inghilterra prima del tour in Nord America

I dati del sito mostrano che, in una gara ufficiale di questa stagione, l'Inghilterra ha dominato con 28 tiri, 8 in porta e l'81% di possesso palla, chiudendo con una vittoria per 3 gol: segno che, nel sistema Tuchel, la squadra non manca di capacità offensiva. Il problema è l'efficacia in fase conclusiva e la gestione della partita emersi dagli 0-0 consecutivi: quando l'avversario si chiude e il ritmo rallenta, individuare chi può dare il colpo decisivo davanti all'area di rigore resta il vero punto debole dei Three Lions.

Per Rice, il «serve ancora di più» di Pearce non è un rimprovero, bensì l'elevazione delle aspettative al livello del Mondiale: non solo intercetti, cambi di gioco e copertura, ma nelle partite equilibrate da semifinale o finale, un'inserimento, un tiro dalla distanza o un passaggio filtrante che cambi l'esito. Resta una finestra prima del calendario di novembre 2026 con Spagna, Croazia e altre squadre, e Tuchel ha tempo per portare i «uomini che fanno la differenza» più vicino all'area di rigore.

Secondo il sito, all'Inghilterra non mancano le etichette da favorita, ma il «killer instinct» negli ultimi 10 minuti delle grandi competizioni. Se Rice riuscirà a onorare le aspettative di Pearce in Nord America, non riscriverà solo la sua carriera, ma potrà anche far evolvere il marchio del centrocampo dei Three Lions: da «affidabile» a «leggendario».

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