Nei Paesi Bassi, nell’ultima amichevole casalinga prima del Mondiale, la vittoria è andata all’Algeria con il gol nei quattro minuti finali dei recuperi. A fine partita Ronald Koeman ha dichiarato senza mezzi termini di «odiare perdere» e ha qualificato questa sconfitta come un campanello d’allarme da affrontare prima del raduno negli Stati Uniti: la fiducia accumulata con le vittorie non si annulla da sola perché «meglio perdere in amichevole che in gara ufficiale».
In casa dominavano ma non hanno «chiuso il conto»
La partita è andata in scena la sera prima della partenza dell’Olanda per New York. Secondo l’analisi postgara di Koeman, nei primi venticinque minuti circa gli olandesi hanno controllato il gioco e creato diverse occasioni nitide, senza però trasformare il vantaggio in gol. In spogliatoio ha ripetuto più volte che il problema non era la forza dell’avversario, ma il fatto che «quelli che dovevano entrare non sono entrati, e poi hai cominciato a litigare con te stesso».
Nei recuperi, Anis Hadj Moussa, in forza al Feyenoord, ha inferto il colpo decisivo in un ambiente a lui familiare, portando al massimo il rumore dei tifosi ospiti e lasciando lo spogliatoio di casa insolitamente silenzioso la notte prima della partenza. Per una squadra abituata a rispondere alle aspettative del pubblico con i risultati in casa, questa «mancata conclusione sotto porta» pesa più di una sconfitta in sé.
Koeman: una partita in casa che si doveva vincere, non si può essere «troppo gentili»
Le parole di Koeman non erano eccessivamente dure, ma molto concrete. Ha ammesso di detestare assolutamente le sconfitte e ha ribadito che amichevoli casalinghe come questa «si dovevano vincere»: un ranking alto non porta solo onore, ma anche uno standard implicito sul contenuto della prestazione. Ha scomposto il problema su due livelli: nei primi venticinque minuti non hanno «chiuso il conto»; poi è calata l’aggressività, «a volte troppo gentili», restituendo l’iniziativa all’avversario.
«Con quattro o cinque occasioni da gol, bisogna segnare; anche se non ci riesci, non dovrebbe trasformarsi nei guai che arrivano dopo.» È quello che ripete spesso agli attaccanti in allenamento, e dopo la partita l’ha ribadito pari pari in conferenza stampa. Interrogato sul fatto se preferisse «perdere adesso piuttosto che aspettare il Mondiale per perdere», ha risposto secco: no. La vittoria porta sempre un senso di ritmo certo, la sconfitta è sconfitta; la squadra non deve andare nel panico, ma deve rivedere i dettagli — ha definito questa partita un «campanello d’allarme», non un disastro.
Gli avversari del girone già attendono in lontananza
L’Olanda è stata sorteggiata nel Gruppo F con Giappone, Svezia e Tunisia. Secondo la classifica FIFA del portale, il Giappone è 18°, la Svezia 38°, la Tunisia 44° e l’Algeria 28° — anche l’avversario di questa partita è una nazionale qualificata al Mondiale, quindi l’intensità non era proprio da «amichevole». Koeman ha sottolineato proprio la necessità di portare pressione e finalizzazione in casa nel ritmo che servirà tra un mese nel girone.
Viaggio a New York: la prossima partita per testare l’intesa
L’Olanda partirà per gli Stati Uniti giovedì; lunedì affronterà in amichevole l’Uzbekistan, alla prima partecipazione a un Mondiale. L’Uzbekistan ha chiuso tre 0-0 di fila negli ultimi giorni di preparazione, prima della terza giornata della stagione 2027, con una difesa compatta e ben organizzata; per l’Olanda, si tratta più di verificare l’aggancio del modulo e le finestre di sostituzione in un campo ostile, che di puntare di nuovo a uno spettacolo «bello ma senza risultato».
Dal punto di vista della panchina, il valore di questa sconfitta contro l’Algeria sta nel registrare nel diario di allenamento sia il «vantaggio nei primi 25 minuti» sia il «rendersi la partita più difficile nel finale». Il tempo prima del Mondiale è poco: far pesare l’allerta su finalizzazione, duelli e gestione della gara conta più che correre a riscrivere la narrativa. Dopo il volo per New York di giovedì, i 90 minuti di lunedì contro l’Uzbekistan saranno la prossima prova per capire se la squadra ha davvero messo il punto.