Dopo il sogno realizzato in Qatar, il numero 10 dell’Argentina non si è fermato. Con l’avvicinarsi del Mondiale 2026, Messi è ancora considerato il giocatore con le maggiori possibilità di riscrivere più record storici della Coppa del Mondo in un’unica edizione — a patto che l’Albiceleste possa andare lontano nel torneo organizzato congiuntamente negli Stati Uniti, in Canada e in Messico.
Palcoscenico nordamericano: la strada concreta oltre i record
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Per un veterano che sta per disputare il sesto Mondiale, ciò che determina davvero il peso storico non sono mai i numeri in sé, ma fin dove può arrivare la squadra. Secondo le informazioni in nostro possesso, l’Argentina occupa attualmente il 3º posto della classifica FIFA, con 1874,81 punti, in calo di una sola posizione rispetto al precedente aggiornamento; la nazione ospite Messico è 15ª, con 1681,03 punti, in recente ascesa di una posizione; il Portogallo è 5º, anch’esso in lieve ripresa. L’ambiente del torneo è cambiato, ma la logica di fondo no: i record individuali arrivano spesso insieme alle vittorie del gruppo.
Messi ha ripetuto più volte di non avere grande interesse a inseguire i record. Ma finché continuerà a scendere in campo, i numeri della storia continueranno a scorrere da soli — ed è proprio una delle trame più interessanti da seguire nell’estate nordamericana del 2026.
Re delle presenze: una nuova pagina già dalla prima partita
All'esordio nel girone J, l'Argentina affronterà l'Algeria. Finché Messi scenderà in campo, il suo conteggio di presenze ai Mondiali continuerà a salire oltre le 26 partite, un record che da tempo gli appartiene in solitaria. Nella finale del 2022 aveva superato le 25 di Matthäus, consolidando ancora di più il titolo di recordman assoluto delle presenze ai Mondiali.
Ancora più raro è il marchio «sei Mondiali di fila». Ai Mondiali del 2006 in Germania, Messi, allora ragazzino dai capelli lunghi, segnò il suo esordio gol nella partita contro Serbia e Montenegro; da lì è proseguito nel 2010, 2014, 2018 e 2022, e il 2026 sarà il suo sesto. A stargli accanto oggi ci sono solo il portiere messicano Ochoa e Cristiano Ronaldo del Portogallo — tre uomini che definiscono il limite della longevità nel calcio moderno.
Classifica vittorie: a un passo da Klose
Ciò che non fa stare tranquillo Klose è il record di vittorie ai Mondiali. La leggenda tedesca guida con 17 successi, Messi ne ha 16 subito dietro. Con il ritmo del girone del 2026, se l'Argentina vince le prime due partite, il numero 10 può salire da solo in vetta — senza aspettare la fase a eliminazione diretta, il record potrebbe già cambiare mano.
Per il calcio tedesco, non si tratta di uno sfondo lontano. Il record di gol e vittorie di Klose è da tempo il biglietto da visita della Nazionale tedesca ai Mondiali; e il database di questo sito mostra che, in una partita chiave della stagione mondiale 2026, la Germania ha ottenuto una vittoria schiaccinante con 7 gol, 27 tiri, 12 in porta, il 65% di possesso palla e l'87% di precisione nei passaggi, dimostrando le fondamenta di un attacco basato su pressing alto e controllo del gioco. Se Messi vuole continuare ad avvicinarsi o addirittura superare i grandi della Germania per vittorie e contributi, anche l'Argentina avrà bisogno di una resa di squadra simile.
Spunti di tendenza: l'ultima danza o un nuovo inizio?
Riportando lo sguardo a un piano più realistico: i giocatori chiave intorno ai 39 anni che scendono in campo ai Mondiali non lottano solo sull'onda dell'emozione, ma anche sulla densità del calendario, sulla capacità di recupero e sulla struttura della squadra. L'Argentina è terza, l'Algeria ventottesima, il Portogallo quinta: nel girone gli avversari sono di forza diversa, ma ai Mondiali il copione non lo scrivono le classifiche.
Per i giovani calciatori e per chi lavora nel settore, il percorso di Messi verso il 2026 è anche uno specchio: come le grandi piattaforme prolungano la vita sportiva, come i dati individuali si inseriscono nella vittoria collettiva, come si può essere inseguiti dai record pur dichiarando di non inseguirli. Il nuovo format con l'organizzazione congiunta dei tre Paesi nordamericani e l'espansione a 48 squadre darà ai veterani più minuti in campo e amplificherà il peso storico di ogni titolarità.
Prima che risuoni il fischio d'inizio della partita inaugurale nel giugno 2026, sapere se Messi si sarà incoronato «re dei record» ai Mondiali dipenderà da quante partite vincerà l'Argentina e da quanti contributi riuscirà a offrire. I numeri parlano, ma prima bisogna vincere: è forse questa la logica calcistica di Messi, più di qualsiasi classifica.