Con l’espansione a 48 squadre del Mondiale 2026, il terzo posto in girone non equivale più a un’eliminazione: con determinati punteggi e differenze reti, una squadra può persino arrivare alle eliminatorie — e conservare in teoria la possibilità di vincere il titolo — con due sconfitte, un pareggio e il terzo posto nel girone. Non si tratta di una falla nel regolamento, ma di un canale di qualificazione che la FIFA ha progettato appositamente per 12 gironi da quattro squadre e una fase a eliminazione diretta a 32.
Nuovo formato: oltre la metà delle squadre ai sedicesimi
Rispetto alle precedenti edizioni a 32 squadre e 8 gironi, quella del 2026 cambia tutto: 12 gironi da 4 squadre, 3 partite a squadra in fase a gironi. I primi due classificati di ogni girone passano direttamente, per un totale di 24 squadre; poi si selezionano gli 8 «migliori terzi» che si uniscono alle 24 per comporre i sedicesimi di finale. In altre parole, più della metà delle 48 squadre resta in gara: il terzo posto passa da «consolazione» a obiettivo tattico concreto.
Come si classificano i «migliori terzi»? Il sorteggio come ultima risorsa
L’ordine dei criteri per stabilire quali 8 terzi accedono alle eliminatorie è: punti, differenza reti, gol fatti, punti disciplinari (somma di ammonizioni ed espulsioni) e — novità del 2026 — il ranking FIFA. Se il pareggio persiste, il regolamento consente un sorteggio (estrazione a sorte) per decidere chi passa. Il ranking mondiale non era mai stato usato come spareggio per la qualificazione ai Mondiali: per le squadre forti, ben posizionate e in buona forma recente, è un vantaggio implicito.
Prendiamo il Portogallo: i dati interni mostrano che il suo ranking FIFA è salito al 5° posto (6° nella precedente rilevazione, 1763,83 punti). Se all’ultima giornata di gironi dovesse finire terzo e finire nel confronto tra i «migliori terzi», un ranking elevato potrebbe diventare, a parità di punti e differenza reti, il «quinto gol invisibile». Ciò contrasta con il profilo emerso nelle fasi a gironi dei Mondiali 2014 e 2018 — alta percentuale di possesso e molti tiri, ma difficoltà a concretizzare: nel 2018, in una partita con modulo 4-4-2, il Portogallo ha controllato il 68% del possesso, tirato 20 volte (5 in porta) e perso comunque. Con il nuovo regolamento, il dominio statistico non basta: gol e disciplina devono riflettersi in classifica.
Livello tattico: come si «calcola» il valore del terzo posto
Nel vecchio formato, il terzo posto spesso significava prudenza: chiudersi in difesa e sperare in un miracolo. Nel 2026, invece, le squadre devono puntare a «accumulare punti, differenza reti e disciplina» per tutte e tre le partite del girone. Per lo staff tecnico, la logica operativa è abbastanza chiara:
Primo: ogni partita dovrebbe essere affrontata con intento offensivo. Una sconfitta 2-3 contro una big può essere, a volte, più utile al criterio della differenza reti di un netto 3-0 contro una squadra più debole; limitarsi a fare numeri contro l’avversario più facile e difendersi acriticamente contro le favorite può penalizzare nella classifica dei «migliori terzi».
Secondo: il costo dei cartellini gialli aumenta. Falli inutili e ammonizioni «tattiche» possono far scivolare la squadra nel criterio disciplinare, che insieme a punti e differenza reti può diventare motivo di eliminazione.
Terzo: neppure conviene «risparmiare energie» contro la prima del girone. Un apparentemente innocuo 0-0, se lascia punti e gol insufficienti, può mandare in fumo l’intero piano di qualificazione da terzo — un riferimento concreto lo offre il Portogallo nella fase pre-mondiale di quest’anno, con tre 0-0 consecutivi (contro Colombia, Uzbekistan e Repubblica Democratica del Congo), segno di «difesa solida ma poche reti»: portare lo stesso ritmo nel girone a eliminazione diretta renderebbe molto difficile il tie-break sui gol nella corsa al «miglior terzo».
Prospettiva organizzativa: come l’ampliamento riscrive la narrazione del torneo
Dal punto di vista organizzativo, la struttura a 48 squadre trasforma la fase a gironi da «prova eliminatoria» a «prevendita dei biglietti per gli ottavi»: diritti TV, sponsor e storytelling tifoso punteranno di più sul suspense del «ogni partita conta per il tie-break generale», piuttosto che sulla sola corsa al primo posto. Per organizzatori e emittenti, l’ultima giornata offre tre filoni narrativi in parallelo — lotta per il primo posto, per il secondo e per il miglior terzo — allungando il ciclo di visibilità commerciale.
Specchio storico: il Portogallo e Euro 2016
Il regolamento non è del tutto inedito. Al Europeo 2016 il Portogallo passò il turno come terzo del girone e poi vinse il torneo — a dimostrazione che «partire da terzo» e «finire campione» possono convivere. I Mondiali 2026 portano questa logica su scala globale: su 12 terzi classificati, 8 restano in gioco; aumentano probabilità e imprevedibilità, e cresce il potenziale drammatico del sorteggio nei casi di parità estrema.
Dove guardare e cosa aspettarsi: cosa tenere d’occhio nella fase a gironi
Per i tifosi cinesi e per chi analizza le scommesse, accanto alla classifica del girone conviene tenere pronta anche la «classifica virtuale dei migliori terzi»: a ogni partita non basta guardare la posizione in tabella, ma occorre simulare differenza reti, gol segnati, cartellini gialli e l’eventuale impatto sulla posizione FIFA. Se il Portogallo finisse in un girone con squadre di livello molto diverso, il quinto posto del ranking mondiale sarebbe un vantaggio, purché non si «svuotino» gol e disciplina nelle tre gare.
Una volta definiti i sedicesimi di finale a 32 squadre, la soglia per competere sul titolo tornerà alla logica inflessibile dell’eliminazione diretta; fino ad allora, la corsa al terzo posto nei gironi sarà la trama nascosta della Coppa del Mondo 2026 più facile da sottovalutare e più capace di riscrivere il percorso verso il titolo. Per le squadre che puntano ad andare lontano, l’obiettivo non dovrebbe essere solo «passare il turno», ma «qualificarsi con statistiche da terzo posto solidissime»: attacco, disciplina e ranking mondiale parleranno tutti insieme in caso di parità.