Due sconfitte consecutive hanno reso più fioca la scheda complessiva del Senegal. Ma se si distoglie lo sguardo dal punteggio e si analizzano separatamente le due prestazioni del veterano centrocampista senegalese Gueye, emerge una linea di demarcazione netta: il suo valore non dipende mai dall’età, bensì dal contesto tattico in cui la squadra viene collocata quella sera.
Contro la Francia: il ruolo “invisibile” dietro il record delle 132 presenze
Di fronte alla Francia, Gueye ha raggiunto la sua 132ª presenza in nazionale, un numero che ha stabilito un nuovo record nella storia del Senegal. Tuttavia, le immagini di quella serata difficilmente possono essere definite “alte luci”.
Il nuovo sistema di valutazione di ScoreZ gli ha assegnato un 6,2. Il dato, preso da solo, può sembrare modesto, ma se lo si interpreta alla luce del compito affidatogli, il punteggio ha la sua logica: Gueye è stato chiamato a scendere in posizioni basse e a partecipare a un’organizzazione difensiva rigorosa. Di fronte a un avversario nettamente superiore, il Senegal nel complesso è stato costretto a ritirarsi, e Gueye è stato naturalmente vincolato dal disegno tattico alle fasi difensive e di transizione.
Sul piano dei dati, ha completato 6 recuperi palla, 2 intercetti e 2 contrasti vinti su 3, con una resa difensiva tutt’altro che eccezionale; 3 passaggi di progressione e 4 ingressi riusciti nel terzo offensivo risultano invece leggermente sopra la media. Nessun momento decisivo, nessun individualismo eroico: una fotografia perfettamente in linea con l’immagine complessiva del Senegal. Quando la squadra resta schiacciata in basso e subisce pressione, Gueye tende spesso a “scomparire” nella zona grigia della difesa collettiva.
Contro la Norvegia: la svolta dal mediano al “regista”
Nella partita contro la Norvegia la storia è del tutto diversa. L’avversario non ha esercitato una pressione continua come la Francia, lasciando invece più spazio, e il ruolo di Gueye si è trasformato di conseguenza.
Il centrocampista dell'Everton ha giocato tutti i 90 minuti, ma sembrava essere sceso in campo in una partita diversa: 9 passaggi progressivi, 13 ingressi riusciti nel terzo offensivo, 26 passaggi nel terzo offensivo, 2 ingressi in area di rigore, 1 passaggio chiave, con un assist atteso (xA) pari a 0,33. ScoreZ gli ha assegnato un 7,6, in piena sintonia con quanto si vedeva in campo.
Un dato in particolare illustra al meglio la sua influenza: 13 ingressi riusciti nel terzo offensivo, pari al 27% del totale del Senegal in quella statistica. In altre parole, circa un quarto dello sviluppo offensivo della squadra è stato costruito grazie alla sua lettura del gioco, alla precisione dei passaggi e alla capacità di individuare in anticipo gli spazi liberi — non con la velocità, né con la pressione, bensì con il controllo del ritmo e la percezione degli spazi.
Considerando i recenti risultati sul sito, la sfida tra Senegal e Norvegia si è conclusa con una sconfitta per 2 a 3, con la Norvegia che ha ottenuto la vittoria grazie a una maggiore efficacia sotto porta. Nonostante le brillanti statistiche individuali di Gueye, l'esito collettivo non è cambiato. Ciò conferma ancora una volta che una prestazione eccellente del centrocampista centrale non basta da sola a ribaltare l'andamento generale della partita.
Il paradosso di Gueye: fine di carriera in club, ma tassello fondamentale in nazionale
Gueye, 36 anni, ha il contratto con l'Everton in scadenza questo mese e la sua carriera in club è chiaramente entrata nella fase conclusiva. A livello di nazionale, però, il Senegal guidato da Pape Thiaw lo considera ancora un pezzo che può essere impiegato con flessibilità.
Il suo paradosso sta nel fatto che, quando la squadra è costretta a difendere a fondo e il ritmo gli viene sottratto dagli avversari, Gueye tende a «scomparire» nei dati; non appena il Senegal riesce a dettare il ritmo della partita, diventa subito fulcro e pietra miliare del centrocampo. Non si tratta di un crollo fisico improvviso, bensì della maturità di un ruolo che muta in base alle esigenze tattiche.
Dal punto di vista del ranking FIFA, il Senegal è attualmente al 14° posto, la Francia è al primo e la Norvegia al 31°. Di fronte ad avversari di livelli diversi, i compiti affidati a Gueye sono di per sé differenti: contro la Francia si tratta di «preservare la struttura», contro la Norvegia di «spingere l’attacco». L’esito di due sconfitte è lo stesso, ma il valore tattico di Gueye nelle due partite si colloca quasi agli antipodi.
Conclusione: il valore del veterano, scritto nel contesto
Per il Senegal, il significato di Gueye da tempo supera la semplice domanda «quanto può ancora correre». È il detentore del record di presenze nella storia della nazionale, e uno dei pochi veterani nel sistema tattico in grado di cambiare ruolo a seconda dell’andamento della partita.
Una serie di sconfitte è certamente demoralizzante, ma mettendo a confronto le prestazioni di Gueye nelle due gare emerge chiara la struttura di dipendenza di questa squadra nell’organizzazione del centrocampo: serve qualcuno che sappia tenere posizione in basso, e serve anche qualcuno che sappia collegare l’attacco nelle situazioni aperte. Gueye possiede entrambe le capacità — quale delle due verrà valorizzata dipende da quanto il Senegal riuscirà quella sera a liberarsi dalla passività.
Le prospettive a livello di club, con il contratto in scadenza, restano incerte, ma la storia in nazionale prosegue. Per Senegal e Thiaw, come adattare il ruolo di Gueye alle caratteristiche dell’avversario potrebbe essere più decisivo del semplice dibattito su «se può ancora giocare tutta la partita».