Da quanto ci risulta, il Tottenham ha inserito Marcus Rashford, attaccante del Manchester United, tra gli obiettivi del mercato estivo. L'allenatore Roberto De Zerbi ha un atteggiamento positivo nei confronti dell'internazionale inglese e sta spingendo la dirigenza del club a portare avanti la trattativa. Se dovesse andare in porto, Rashford sarebbe il sesto colpo importante del Tottenham in quest'estate.
Dopo il brivido della salvezza, il Nord di Londra punta a una ricostruzione «scommessa»
Nell'ultima giornata della Premier League della scorsa stagione, il Tottenham si è salvato solo all'ultimo respiro grazie alla vittoria per 1-0 sull'Everton. Per una squadra che punta da sempre alla Champions League, un epilogo del genere suona come un campanello d'allarme: la dirigenza evidentemente non vuole più affidarsi alla fortuna, e il ritmo delle operazioni di mercato estivo si è nettamente accelerato. L'obiettivo non è solo «rinforzare», ma riportare la rosa dalla zona retrocessione verso la corsa al quarto posto.
Dopo aver ingaggiato a parametro zero il terzino sinistro del Liverpool Andy Robertson e il difensore centrale del Bournemouth Marcos Senesi, e aver acquistato per circa 52 milioni di sterline il difensore centrale del Brighton Jan Paul van Hecke, il Tottenham ha già messo a segno tre colpi consecutivi. Nel frattempo il club continua a inseguire il centrocampista del Newcastle Sandro Tonali ed è interessato a chiudere per l'ala del Manchester City Savinho. Il nome di Rashford è emerso proprio alla luce di questa serie di mosse.
Oltre i 40 milioni di clausola rescissoria: un triplice gioco tra prezzo, volontà e ingaggio
Secondo diverse fonti, la clausola rescissoria da 40 milioni di sterline concordata in precedenza tra Manchester United e Rashford non è un importo che il Tottenham sarebbe disposto a coprire per intero. La dirigenza del Nord di Londra preferirebbe chiudere l'operazione a un costo inferiore — una dinamica tutt'altro che rara nel mercato estivo: il venditore vuole alleggerirsi di un ingaggio oneroso, l'acquirente vuole distribuire il rischio su un contratto più flessibile.
La priorità del giocatore è la variabile decisiva per capire se questa indiscrezione possa concretizzarsi. Al momento, trasferirsi in un altro club di Premier League non figura tra le prime opzioni di Rashford; Barcellona, Bayern Monaco e persino un futuro ritorno a Old Trafford risultano più attraenti del «nord della città». La dirigenza del Manchester United, dal canto suo, vuole spingerlo verso l'uscita per alleggerire la massa salariale: quando l'orientamento del club e il progetto professionale del giocatore entrano in tensione, le posizioni possono ancora cambiare.
Altre informazioni indicano che Rashford sarebbe disposto ad accettare un drastico taglio dello stipendio per trovare la destinazione giusta. Per un attaccante di 28 anni, ancora nel pieno della carriera, è una scelta di pragmatismo che dimostra anche quanto sia consapevole del fatto che la prossima finestra di mercato deciderà non solo il colore della maglia, ma il rilancio della sua carriera.
Perché De Zerbi ha “puntato il dito” su Rashford
De Zerbi viene descritto come un “sostenitore accanito” di Rashford e eserciterà pressione continua sulla dirigenza. Sul piano tattico, la logica è evidente: il Tottenham della scorsa stagione ha patito sia in efficienza offensiva sia in stabilità, e in attacco serve un profilo in grado di crearsi occasioni da solo e concretizzare sotto alta intensità. Rashford vanta esperienza in Premier League, curriculum internazionale e capacità di sfondare in uno contro uno: se stato di forma e ritmo di gioco coincidono, può davvero colmare parte del vuoto.
Ma “gradire” non equivale a “essere la scelta giusta”. Il sistema di De Zerbi privilegia possesso palla e combinazioni sulle fasce; Rashford negli ultimi anni ha giocato più spesso a sinistra o come falso nove, e stabilire un rendimento costante nel nuovo contesto dipenderà dall’intesa in allenamento e dalla gestione degli infortuni — ed è per questo che il Tottenham vuole fare i conti prima di presentare un’offerta.
Bayern in pole: più opzioni, più margine in trattativa
Sul mercato, il Bayern Monaco, dopo aver perso Anthony Gordon, ha sondato Rashford con un primo contatto. L’interesse del club bavarese non basta da solo a chiudere l’operazione, ma alza di fatto il valore negoziale del giocatore e obbliga il Manchester United a calibrare il prezzo anche sulle altre piste. Per il Tottenham significa che, pur con la spinta personale di De Zerbi, il club può trovarsi di fronte al doppio ostacolo di una “corsa all’acquisto” o di un giocatore non interessato a un trasferimento interno in Premier League.
Commento: l’ambizione del sesto acquisto e il vero buco del Tottenham
Il problema è chiaro: al Tottenham non serve un’altra faccia da cartellino, ma un punto di riferimento offensivo capace di segnare con continuità e trascinare l’intero reparto. Il nodo sta nel fatto che lo storico di ingaggi da top player, l’altalenanza di forma e le intenzioni di mercato di Rashford trasformano un’eventuale “occasione a basso costo” in una “scommessa ad alto rischio” — soprattutto con operazioni come quelle per Tonali e Savinho ancora in sospeso; se anche il sesto acquisto si trascina in un negoziato lungo, il tempo per la preparazione pre-stagione si assottiglierà ancora.
La mia valutazione è questa: per De Zerbi, spingere su Rashford serve soprattutto a dimostrare al consiglio di amministrazione la volontà di rinnovare il reparto offensivo; la concretezza dell’operazione dipenderà da quanto il Manchester United abbasserà il prezzo, da quanto il giocatore accetterà una destinazione non prioritaria e da quanto il Tottenham riuscirà a convincerlo con un contratto competitivo e la prospettiva della Champions League. Per i tifosi, i tre punti da tenere d’occhio sono: chi tra Tonali e Savinho verrà annunciato per primo; se l’entourage di Rashford valuterà seriamente l’opzione nel nord di Londra; se, all’avvio della nuova stagione, l’attacco degli Spurs dovrà ancora affidarsi a una formazione improvvisata.
Se tutti e tre i colpi di mercato andassero a segno, il Tottenham avrebbe davvero la possibilità di scrollarsi di dosso l’ombra della retrocessione; se Rashford restasse solo un nome sulla lista dei desideri, anche la narrazione del « sesto acquisto » sbiadirebbe presto. La finestra estiva ha ancora tempo, ma il margine per l’integrazione a nord di Londra non aspetta nessuno.